MUSEO DEL CEDRO ( SANTA MARIA DEL CEDRO )

 

Il Museo del Cedro è sito all’interno del “Palazzo Gabriele Marino”, che prende il nome dall’omonimo architetto che, a partire dal 2004, ne ha curato l’integrale restauro restituendo così alla città uno dei suoi luoghi simbolo.

Si tratta di una costruzione di tarda età medievale, utilizzato nel tempo per differenti scopi. Dapprima costituiva una struttura fortificata atta alla difesa del feudo dell’Abatemarco tanto che fonti storiche narrano della presenza di  una torre (Torre Impresa, dalla frazione in cui si trova) che, evidentemente, in seguito fu eliminata nel corso dei secoli. In un secondo momento venne utilizzato come luogo di industria per la produzione dei prodotti da zucchero, mentre le terre circostanti coltivate con viti e pregiati uliveti davano luogo ad una fiorente commercializzazione conosciuta in tutta la fascia meridionale della penisola. In epoche più recenti, infine, la costruzione era conosciuta come “Carcere dell’Impresa” in quanto i contadini e i detenuti costretti ai lavori forzati venivano impiegati per la produzione di vino e olio.

Ad oggi all’interno del Palazzo Marino ha sede il Museo del Cedro sotto la guida del Consorzio del Cedro di Calabria, istituzione nata intorno al 2000 con l’obbiettivo di promuovere in maniera integrata e sostenere lo sviluppo commerciale di questa varietà di frutto nota come Liscia Diamante di Santa Maria del Cedro. Si tratta di una vera e propria commistione fra cultura e commercio che coinvolge l’intera filiera produttiva che cerca così di valorizzare l’ “oro verde di Calabria”.

Il cedro e la religione ebraica

Sono veramente molto forti i legami che tengono uniti la cultura del cedro di Calabria e le comunità ebraiche, legami che proprio nella Riviera dei Cedri assumono un rilievo particolare.Il Frutto di cedro (etrog) rappresenta uno dei principali simboli della Festa delle Capanne (Sukkoth), fra le grandi feste religiose di pellegrinaggio della religione ebraica insieme alla Pasqua Ebraica (Pesach) e alla Pentecoste (Shavuot).Sono due le interpretazioni allegoriche intorno a questo frutto: una considera ogni elemento della festa (palma, mirto, salice e cedro) un peccato da cui fuggire, il cedro con la sua forma che ricorda quella di un cuore dovrebbe indurre a confessare i peccati compiuti; l’altra interpretazione, invece, inquadrerebbe dai quattro elementi della festa una qualità di quattro diversi tipi di uomo, e il questi il cedro rappresenterebbe per via del suo buon odore e buon sapore l’uomo che alla saggezza intellettuale fa seguire la realizzazione di opere parimenti sagge. Inoltre, nelle Sacre Scritture il cedro viene nominato oltre settanta volte, a dimostrazione di quanto sia centrale nella cultura religiosa di matrice ebraica. Tanto è preziosa questa pianta, agli occhi degli ebrei, da essere magnifica, da dover essere custodita gelosamente perché vicina a Dio per le sue altezze, per le sue imponenti e forti fronde, per i sui fusti che si innalzano al cielo liberi. Simbolo di un ricordo che dura tutta la storia di un popolo, quello d’Israele. Ogni estate, i rabbini di moltissime comunità israelitiche, da Londra a New York vengono sulla Riviera dei Cedri per raccogliere il “frutto più bello” (cit. Libro del Levitico. Gli agrumi migliori sono indispensabili alla loro festa. La raccolta è meticolosa e la scelta vie duzione; deve essere sano, di buona forma conica, di colore verde, con l’apice sano, che conservi la vestigia del fiore e deve recare un pezzo di peduncolo.

Il Consorzio del Cedro di Calabria e il Museo

Il Museo del Cedro, rappresenta un momento, non solo spaziale, di promozione dell’immagine di questo frutto. Gli intenti del Consorzio sono di promuovere un Museo secondo le tecniche e le motivazioni più progressive, all’interno di uno spazio espositivo che tratterà del valore culturale e della storia dell’agrume. La rivalutazione della cultura materiale legate alla produzione del Cedro di Santa Maria del Cedro e del suo arrivo nella penisola sono però fruibili dal pubblico non solo attraverso vetrine museali che “conservano” la memoria di questo frutto e di questo territorio, ma attraverso pannelli didattici che documentano le varie fasi della produzione e rappresentano le diverse ricerche fatte sulla storia del cedro. Inoltre, l’utilizzo di postazioni multimediali permettono agli utenti di accedere direttamente ad una piattaforma GIS che racconta, in maniera globale, non solo gli elementi sopraccitati, ma anche il territorio. Nella necessità, per l’appunto, di valorizzare il Cedro valorizzando il territorio, il Museo interviene, inoltre, con due Percorsi che completano la conoscenza del territorio soprattutto di Santa Maria del Cedro, sede del Consorzio. Il Percorso Artistico, ricco di pannelli ceramici, che racconta del cedro, della sua storia, ricca di riferimenti legati al mondo biblico e alle tradizioni ebraiche, oltre che delle tante citazioni letterarie dell’agrume, da Apicio, nelle sue ricette, a Boccaccio, al Tasso, fino, in epoca contemporanea, a D’Annunzio e a Lee Masters. Questo percorso insiste nel Centro Storico di Santa Maria e rappresenta un arricchimento artistico per quell’area di notevole valore, in quanto coinvolge diversi artisti. Il Percorso Archeologico è, invece, legato al sito di Laos, colonia della Magna Grecia. La visita presso tale luogo non solo rappresenta la necessaria volontà di creare una conoscenza comune sul valore dei Beni Culturali, ma dà la possibilità di completare il racconto dell’arrivo del cedro in Italia.

LINK: http://www.cedrodicalabria.it/home.html

CREDITS FOTO: Consorzio del Cedro di Calabria