TORRE TALAO

 

Torre Talao è il simbolo indiscusso della città di Scalea grazie alla sua affascinante e antica storia. Il promontorio sul quale sorge la Torre Talao era in origine un grande scoglio – molto simile ad un vero e proprio isolotto –   circondato da acqua e insabbiatosi nel tempo fino a giungere così come lo vediamo oggi. Testimonianza di ciò è data dalla scoperta sotto l’attuale costruzione di grotte e cavità naturali che nel Paleolitico Medio hanno ospitato l’uomo.
La Torre fu costruita nel 1563 per ordine del Vicerè del Regno di Napoli Don Parafan de Ribera d’Alcalà, il quale riprese l’idea del suo predecessore, Don Pedro de Toledo, nell’ambizioso progetto di difesa costiera dai possibili attacchi dei Saraceni voluto da  Carlo V, Imperatore di Spagna, e composto da oltre 300 torri fortificate una in vista dell’altra. All’epoca ogni cittadino venne chiamato a contribuire alla costruzione della Torre Talao con una somma di denaro o con la prestazione della propria capacità lavorativa.
La Torre Talao si presenta come una massiccia torre troncopiramidale a sommità piatta, con una pianta quadrata di 13 metri di lato che si sviluppa su tre livelli e che presenta delle piccole aperture ad arco ribassato.
Intorno fine del secolo XVII Torre Talao fu disarmata dei suoi cannoni perdendo così la sua funzione di presidio militare. Il sito fu, comunque, riutilizzato dai militari durante la Prima Guerra Mondiale del1915-18 e anche durante la Seconda del1939-45, garantendo così un discreto grado di conservazione sia interno che esterno. Fino al 1920 circa il proprietario dell’epoca, Amedeo Rocco Armentano, ne fece la sede di un cenacolo culturale di notevole importanza e di un centro studi esoterici e pitagorici.
La storia di questo luogo si intreccia anche con il mito. Infatti, la leggenda narra che lo scoglio di Torre Talao vide il passaggio di Enea e di Ulisse. Nei pressi dell’isolotto morì il compagno di viaggio di Ulisse, Dragone, e a ricordo dell’amico del Re di Itaca sorse un oracolo. Tempo dopo l’oracolo predisse: “Presso Dracone Lajo molto popolo sarà per perire”. La profezia si avverò nel 389 a.C. allorquando nella piana del Lao ci fu un sanguinoso scontro tra Lucani e Greci di Thurii che portò alla morte in battaglia di circa diecimila uomini.