UNICAL

 

L’Università della Calabria, istituita con legge del 12 marzo 1968 n.442, si trova a Rende, precisamente nella frazione di Arcavacata.Il 1968 è l’anno in cui si svolsero in tutto il mondo le rivolte studentesche: gli studenti si unirono contro l’istituzione universitaria dell’epoca, chiedendo una serie di cambiamenti che avvicinassero il mondo accademico a quello studentesco.In quegli stessi anni si assiste ad un indebolimento del tessuto sociale calabrese a causa dei flussi migratori verso il “triangolo industriale” (Milano, Torino e Genova) e le città Nord-Europee, iniziati già un secolo prima e ripresi nel Dopoguerra a causa della persistenza di una condizione di sostanziale sottosviluppo. Molti erano, inoltre, i giovani calabresi costretti a spostarsi (sia nelle vicine Napoli e Bari, che nel Nord della nostra Nazione) per poter intraprendere gli studi accademici e conseguire la laurea; altrettanti i giovani calabresi che, difronte all’onerosità dell’intraprendere una carriera universitaria in una città extraregionale, rinunciavano ripiegando su altro le proprie ambizioni. E’ in questo contesto di fermento socio-politico e di malcontento nella popolazione calabrese che l’Università della Calabria nasce e si sviluppa come risposta a tali difficoltà. L’idea è quella di costruire un Campus dove gli studenti potessero vivere e studiare all’interno dell’Università, con agevolazioni in base alle diverse possibilità economiche, al fine di rendere la formazione universitaria accessibile anche alle classi meno abbienti. In principio l’Ateneo si trovava dislocato unicamente nell’edificio tutt’ora conosciuto come  “Polifunzionale”, oggi ospitante le facoltà di Farmacia e Scienze Politiche. Successivamente, riscontrando un buon successo riguardante le iscrizioni e con l’apertura di nuove facoltà, è stato necessario costruire nuovi edifici per soddisfare la richiesta. Oggi, l’università può vantare circa 30000 studenti iscritti.

Sviluppo Economico, Culturale e Sociale

L’ Unical assume la connotazione di bene culturale non solo da un punto di vista di valenza architettonica per la complessità ed avanguardia della struttura, ma soprattutto per l’impatto economico, sociale e culturale che ha avuto sulla città di Rende e sul territorio circostante.

Si assiste ad una ripresa economica sin dal momento realizzativo dell’opera, a cui presero parte imprese del luogo, creando possibilità lavorative.

Vengono realizzati nuovi assi di collegamento e incrementata la rete dei trasporti pubblici; inoltre, l’aumento del numero degli iscritti, porta alla realizzazione di nuove strutture, anche extra-universitarie, in cui alloggiare gli studenti: si ha una crescita della città oltre i confini del centro storico.

L’inurbamento interessa la zona valliva di Rende, a ridosso della zona collinare in cui è situata l’università ed è un fenomeno a cui ancora oggi si assiste; si può dunque affermare che, grazie alla presenza dell’Unical, il centro urbano di Rende è in continua espansione da oltre 50 anni.

Da un punto di vista sociale, il polo universitario fa si che la città di Rende diventi un centro di aggregazione per le diverse culture calabresi che, seppur appartenenti ad uno stesso territorio regionale, risultano fortemente eterogenee a causa delle influenze delle diverse civiltà che si sono susseguite negli anni in Calabria. L’apertura dell’Università della Calabria nei confronti di università estere ha ulteriormente marcato la commistione di culture. Ogni anno vengono assegnate oltre 200 borse di studio presso atenei europei, per dare la possibilità agli studenti dell’università di Arcavacata di vivere un’esperienza di studio all’estero; allo stesso modo l’ Unical ospita studenti stranieri incoraggiando lo scambio culturale.

L’ aspetto Architettonico: Il ponte “Pietro Bucci” e i cubi

 L’elemento strutturale che caratterizza l’università è “il Ponte”. Lungo oltre 2km, il progetto è stato ideato per richiamare le caratteristiche geografiche del territorio: si tratta infatti di una valle in cui scorre il fiume Crati circondato dalla catena montuosa paolana da una parte e silana dall’altra. Esso pone in connessione la stazione ferroviaria posizionata all’estremo nord dell’area con la strada statale Silana-Crotonese a sud. Questa lunga linea d’acciaio permette di accedere ai cosiddetti “cubi” dove, al loro interno, trovano spazio le aule, gli uffici, i laboratori, segreterie e servizi (che comprendono uffici postali, bancari e attività di ristorazione); un vero e proprio campus universitario dove gli studenti hanno la possibiltà di “vivere” oltre che studiare.

I cubi costeggiano tutto il ponte e questo sistema lineare organizza la successione dei 21 dipartimenti mantenendo l’impalcato superiore ad una quota altimetrica costante e abbassandosi con gli edifici, quindi con altezze variabili, a seguire l’orografia del terreno. Le strutture didattiche comprendono le aule gradinate, chiamate consolidate; queste possono accogliere 250 studenti e sono sospese tra due blocchi edilizi laterali così da poter rispettare la continuità del pendio naturale oltre che i percorsi pedonali sottostanti.

Il ponte è intitolato al professor Pietro Bucci che, nella sua brillante carriera inoltre, vanta di essere stato Rettore della stessa Unical.